Traduttori si diventa

Traduttori si diventa

Amore e passione per il proprio lavoro sono requisiti importanti e a volte fondamentali. È il caso del mestiere del traduttore, che attraverso uno studio approfondito di una lingua si costruisce un vero e proprio lavoro. Il mercato editoriale italiano ed internazionale richiede traduzioni professionali per cui è importante intraprendere i percorsi formativi adeguati.

Un buon traduttore deve avere una conoscenza ottimale della madre lingua innanzitutto. Poi, una vasta e approfondita conoscenza di una seconda lingua, insieme alla storia, alla società e alla cultura del paese straniero. Frequenti viaggi saranno indispensabili per l’apprendimento. Lo studio dell’inglese è un requisito fondamentale, anche se il mercato oggi si concentra sulle culture ispaniche e orientali, quindi spagnolo, cinese e russo rappresentano buone opportunità lavorative.

Una laurea in lingua e letteratura straniera sarà un buon punto di partenza per poi svolgere master e corsi specializzati per traduzioni professionali. Una formazione idonea comprende tirocini formativi, anche a titolo gratuito per iniziare, poiché la pratica in questo mestiere non è mai troppa. Capire che tipo di traduttori si vuole diventare è fondamentale: che si tratti di agenzie o di freelance, il traduttore può lavorare in ambiti diversi che spaziano dal web all’editoria cartacea, dagli eventi internazionali al commercio, dal cinema, al campo giuridico o europeo.

Un’opportunità per diventare traduttori è quella di fare le giuste proposte editoriali. Se si ha la conoscenza del mercato editoriale italiano e straniero, si ha la possibilità di proporre le pubblicazioni di cui le case hanno bisogno: qualità delle opere e possibilità di fatturato per l’azienda.

Qualche consiglio pratico: alla proposta editoriale si allega il curriculum vitae e una prova di traduzione; mai sottovalutare la professionalità che si offre, richiedendo il pagamento adeguato alla prestazione. Infine, tenersi sempre in aggiornamento, sia sul lavoro (frequentando convegni e seminari) che sull’evoluzione della lingua stessa.