Come riconoscere gli orologi di valore dai falsi per farne un lavoro

novembre 3, 2017 by · Commenti disabilitati su Come riconoscere gli orologi di valore dai falsi per farne un lavoro
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Gli appassionati di orologi sanno bene che, purtroppo, quando si vuole acquistare un Rolex usato è molto facile incappare in un falso, soprattutto in una grande città come Roma. È altresì vero che esistono in vendita moltissimi Rolex originali e in buone condizioni anche se usati: ottimi investimenti che è un peccato lasciarsi sfuggire.

Come fare a valutare e scegliere i Rolex usati senza rischiare una fregatura?

Esistono alcuni piccoli trucchi che possono aiutare a imparare a riconoscere gli orologi di valore da quelli falsi e c’è chi è riuscito addirittura a farne un lavoro.

La prima cosa da fare quando ci si trova davanti a un orologio che ci viene assicurato essere di marca è soppesarlo in mano, possibilmente potendolo confrontare con un orologio della stessa marca che sappiamo essere originale. Anche nel caso in cui non avessimo questa possibilità, l’orologio dovrà risultare più pesante di quanto può apparire a prima vista perché i modelli originali sono realizzati con metalli di alta gamma, inoltre il movimento è complesso e contiene parecchi ingranaggi. Se invece l’orologio risulta molto leggero si può essere certi che ci si trova di fronte a un falso.

Altra caratteristica che distingue senza ombra di dubbio un falso da un orologio di valore è il ticchettio. Un orologio di alta gamma ha un movimento meccanico ad alta precisione che non emette alcun rumore. Se invece si percepisce un ticchettio avvicinandolo all’orecchio, si avrà la certezza di trovarsi davanti a un falso.

Anche la lancetta dei secondi è un ottimo indicatore da non trascurare: se procede a scatti non può trattarsi di un orologio di marca perché i movimenti meccanici ad altissima precisione degli orologi di lusso hanno una lancetta dei secondi che si muove fluida, senza alcuno scatto.

Un altro aspetto da verificare con attenzione è capire di che materiale è composto il vetro dell’orologio che stiamo valutando. Nelle marche prestigiose il cristallo è ricavato da minerali preziosi come per esempio lo zaffiro, mentre nelle imitazioni sarà probabilmente di semplice vetro minerale. La differenza è facilmente riconoscibile perché, se guardando il vetro di lato, in trasparenza, si nota che il colore che filtra attraverso lo spessore trasparente è di una sfumatura violetta, allora si tratta di vero zaffiro, ma se la tonalità risulta verdastra si tratta di vetro minerale e l’orologio è un falso.

 

Il miglior consiglio, comunque, è sempre quello di affidarsi a professionisti del settore per l’acquisto o la valutazione di Rolex usati a Roma e altri orologi di valore perché l’esperienza in questi campi non tradisce mai e più l’investimento è consistente, meno è il caso di rischiare.

Le nuove frontiere della formazione nel mondo Autodesk

novembre 3, 2016 by · Commenti disabilitati su Le nuove frontiere della formazione nel mondo Autodesk
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Il modo di progettare oggi, qualsiasi sia il settore professionale considerato, si distingue profondamente dal passato soprattutto per gli strumenti tecnologici impiegati: lo sviluppo informatico degli ultimi decenni ha infatti prodotto software estremamente sofisticati in grado di svolgere gran parte del lavoro di progetto e disegno, in particolare negli ambiti professionali tecnici. Il programma Autocad rappresenta probabilmente lo strumento più diffuso tra ingegneri, architetti, meccanici, designer, ecc. in quanto contiene al suo interno una vasta gamma di funzionalità di alto livello che possono soddisfare un altrettanto ampio ventaglio di esigenze.

Per citare un esempio emblematico dell’importante supporto oggi offerto dagli strumenti informatici è sufficiente pensare alla possibilità di visualizzare in maniera realistica strutture ed ambientazioni di qualsiasi tipo ovvero, in termini più tecnici, di realizzare la loro virtualizzazione grafica (rendering) in tre dimensioni. In questo modo diventa più agevole per il professionista effettuare quelle valutazioni estetiche e d’insieme che prima non era possibile compiere, se non mediante previsioni più o meno approssimative. L’elevata qualità oggi raggiunta dai lavori grafici che si avvalgono di queste tecnologie deve il proprio successo in particolare modo al progresso della microelettronica, la quale è riuscita ad incrementare considerevolmente la potenza di calcolo degli elaboratori sui quali girano questi programmi.

Autocad, insieme ad altri programmi professionali come Revit BIM e 3ds Max largamente impiegati per lavori di grafica avanzata in 3D, come il rendering precedentemente descritto, hanno però bisogno di una consistente preparazione tecnica da parte dell’utente che li utilizza e desidera sfruttarli al meglio. A fianco delle funzionalità di visualizzazione, occorre inoltre richiamare anche il concetto di produttività. Con particolare riferimento proprio ai sistemi CAD, in molti contesti lavorativi poco strutturati si riscontra sovente un loro utilizzo concentrato esclusivamente sulle funzioni principali del programma, con conseguente sensibile calo della produttività quando occorre affrontare progetti anche solo lievemente più complessi ovvero semplicemente diversi da quelli svolti fino a quel momento. Il disegnatore CAD che non conosce l’intera potenzialità del software impiegherà pertanto un maggior tempo per raggiungere il risultato.

Per rispondere al crescente bisogno formativo di una platea sempre più numerosa di tecnici e designer che utilizzano o utilizzeranno nella loro attività Autocad e gli altri software citati, esiste la possibilità di imparare questi strumenti in maniera estremamente efficace, sfruttando le nuove tecnologie offerte dalla rete Internet: stiamo parlando del sistema formativo Autodesk, interamente basato su piattaforma online.

Nel mondo di Internet è possibile usufruire di risorse gratuite per iniziare o approfondire le proprie conoscenze sul pacchetto di lavoro Autocad ed altri. Ad esempio, il canale offerto da Autodesk University contiene una ricca collezione di corsi online realizzati in lingua inglese da professionisti esperti, fruibili mediante video esplicativi di teoria e pratica. I video, sempre presenti all’interno del portale, sono anche scaricabili sul proprio dispositivo per poterli guardare in modalità offline. Le stesse risorse fungono da valido supporto anche per i futuri aggiornamenti che tutti gli utenti professionisti di questi software dovrebbero seguire per mantenersi al passo con i temi, considerando che i settori nei quali vengono maggiormente impiegati sono spesso caratterizzati da una rapidissima evoluzione tecnologica e commerciale.

Il portale di Autodesk University rappresenta anche un punto di riferimento per essere informati in merito ai principali eventi congressuali mondiali che trattano le nuove sfide del mondo del lavoro ed il possibile modo di affrontarle mediante l’impiego di queste tecnologie oggi disponibili.

Qualora la lingua inglese rappresentasse un problema, a livello italiano è attivo A-Sapiens, ossia uno dei migliori centri di riferimento per la formazione e certificazione ufficiale online e in aula, per apprendere in maniera completa ed approfondita l’uso di Autocad e di altri software di produzione grafica (rendering 3D, BIM e visualizzazione architettonica). Lo stretto rapporto esistente tra l’associazione A-Sapiens e l’Università, formalizzato con apposite convenzioni e protocolli d’intesa, eleva l’offerta formativa Autodesk di A-Sapiens a livelli accademici di considerevole autorevolezza.

Rivolta specificatamente al mondo del lavoro ed accademico, la piattaforma Autodesk di A-Sapiens per l’insegnamento dei sistemi appartenenti alla famiglia CAD, contribuisce a costruire e ad arricchire il curriculum tecnico di architetti, ingegneri, designer, geometri, disegnatori e grafici in maniera professionale e competente. La certificazione Autodesk per Autocad equivale infatti alla dimostrazione concreta di possesso di quei requisiti divenuti oggi indispensabili in ogni settore lavorativo che preveda la redazione di progetti.

L’importanza della certificazione TOEFL per studiare all’estero

settembre 21, 2016 by · Commenti disabilitati su L’importanza della certificazione TOEFL per studiare all’estero
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Harvard o Yale? Sognare di iscriversi a una delle più prestigiose università americane è lecito, ma perché il desiderio si trasformi in realtà occorre informarsi su aspetti molto importanti e determinanti come burocrazia e costi.

I prezzi delle università americane, infatti, sono spesso molto elevati e possono scoraggiare sin da subito i futuri studenti; la retta di alcuni atenei si aggira intorno ai 70.000 dollari all’anno, una cifra che nemmeno un cambio favorevole potrebbe far apparire abbordabile.

Altri istituti invece, come il CUNY di New York, sono decisamente più accessibili, con rette di circa 9.000 dollari. Il CUNYCity University of New York, è il sistema di università pubbliche della Grande Mela che racchiude in sé 7 community colleges, 11 senior colleges, 5 istituti professionali e di istruzione magistrale e il Macaulay Honors College; accedere a una di queste strutture non è impossibile, occorre solo munirsi di pazienza e di tutti i documenti necessari per effettuare la domanda di iscrizione.

Oltre a un permesso di soggiorno dedicato, la conoscenza della lingua inglese negli USA è una conditio sine qua non per accedere all’università. Meglio quindi effettuare un corso di preparazione al TOEFL e ottenere la certificazione in Italia, così da aver già con sé uno dei documenti più importanti, la chiave di accesso alla vostra formazione universitaria all’estero.

Wall Street English è una delle strutture più competenti nell’ambito della certificazione TOEFL. I corsi di preparazione all’esame puntano a migliorare i principali aspetti su cui verte l’esame finale, ovvero lettura, ascolto, conversazione e scrittura, e sono tenuti da insegnanti rigorosamente madrelingua.

La personalizzazione del metodo di studio e la massima disponibilità ad incontrare le esigenze dello studente vi permetteranno di essere pronti ad affrontare al meglio una serie di prove (per una durata totale di 3 ore) dove la conoscenza dell’inglese viene messa a dura prova. Stati Uniti, ma anche Canada, Australia e Gran Bretagna vogliono assicurarsi che i propri allievi stranieri siano in grado di affrontare il percorso universitario senza alcuna difficoltà: come dar loro torto?

Qualità e caratteristiche di un buon interprete

luglio 1, 2016 by · Commenti disabilitati su Qualità e caratteristiche di un buon interprete
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Girare il mondo e partecipare a incontri con personalità di una certa caratura non è prerogativa di politici, imprenditori, attori e modelle. Tra vertici politici, feste modaiole, premiazioni e manifestazioni sportive si aggirano loro, gli interpreti, figure riservate, mai sotto ai riflettori eppure fondamentali per la buona riuscita di un evento.

Per essere considerato un buon interprete sono richiesti non solo la perfetta conoscenza di una o più lingue, ma anche pazienza, autocontrollo, velocità di comprensione, capacità di sintesi e una grande preparazione dal punto di vista culturale. Prima di iniziare un incontro è bene anche informarsi su quale sarà l’argomento di discussione così da non farsi mai cogliere impreparati.

Ma anche l’immagine vuole la sua parte: adottare un look elegante e sobrio e assumere un atteggiamento deciso, ma mai arrogante è fondamentale per mettere a suo agio il proprio interlocutore.

 

Le tecniche che gli interpreti devono saper utilizzare sono molteplici e si distinguono in base all’occasione d’uso. Per esempio quando si ha a che fare con un numero ristretto di persone e non si dispone di alcun mezzo tecnologico di solito si ricorre all’interpretariato chuchoutage, detto anche interpretariato sussurato.

Il chuchoutage consiste nel trasmettere a bassa voce le informazioni all’ascoltatore e viene usato soprattutto negli incontri bilaterali o quando all’interno di un gruppo vi sono solo una o due persone a non padroneggiare al meglio la lingua. È anche uno dei metodi più utilizzato durante le interviste TV.

Il margine di errore, soprattutto durante conversazioni molto delicate o trattative riservate, deve essere ridotto al minimo, ma nel corso degli anni non è mancato qualche scivolone.

Alcuni per esempio si ricorderanno di quel celebre “Porca miseria, un po’ più veloce no?” detto a gran voce dall’interprete del Premier Matteo Renzi durante un incontro con Angela Merkel; il fuori onda imprevisto ha fatto il giro del web, ma per fortuna laprofessionalità degli interpreti non è mai stata messa in discussione.

Articolo scritto in collaborazione con Faci

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