Il lavoro del funzionario commerciale: le opportunità più interessanti di questo mercato

maggio 5, 2017 by · Commenti disabilitati su Il lavoro del funzionario commerciale: le opportunità più interessanti di questo mercato
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Quella del funzionario commerciale è una figura lavorativa sempre molto richiesta dalle aziende, di conseguenza chi è interessato a sviluppare una carriera di questo tipo, e soprattutto chi ha già maturato delle esperienze significative, ha ottime possibilità di ottenere un impiego.
Sicuramente quella del funzionario commerciale non è una professione semplice, non solo perché questi lavoratori devono vantare delle capacità comunicative e relazionali molto spiccate, ma anche perché nella grande maggioranza dei casi il loro guadagno è correlato agli effettivi risultati ottenuti.

Chi è il funzionario commerciale?

Ancor prima di fare il punto sull’odierno mercato del lavoro dei funzionari commerciali è utile specificare di che cosa si occupa questo lavoratore.
Il lavoro funzionario commerciale è quello di effettuare delle vendite, quindi di stipulare dei contratti con dei clienti, siano essi aziende o privati.
A livello pratico un funzionario commerciale può operare in tanti modi: può ricevere i potenziali clienti nei locali dell’azienda, può effettuare un’attività di porta a porta, oppure può raggiungere a domicilio le persone interessate, quindi può operare per appuntamento.
Da questo punto di vista è utile fare una distinzione tra l’agente commerciale e il funzionario commerciale: tra queste due figure infatti sussistono delle differenze.
Il funzionario è un professionista che gode di un certo prestigio in azienda, di conseguenza è un lavoratore a cui sono assegnate delle importanti responsabilità.
Alla luce di questo è piuttosto frequente che al funzionario venga richiesto di gestire gli appuntamenti più rilevanti, come possono essere ad esempio quelli con grosse aziende, allo stesso modo il funzionario è spesso chiamato a dirigere e formare un team di agenti commerciali.

Le opportunità del mercato immobiliare

Uno dei settori potenzialmente più floridi per il funzionario commerciale è sicuramente quello immobiliare.
In Italia operano numerose agenzie immobiliari, da quelle più piccole fino a quelle che vantano moltissime sedi distribuite sul territorio nazionale, e queste realtà necessitano di numerosi funzionari ed agenti per le loro attività di vendita.
Il settore immobiliare ha davvero un grande potenziale per i funzionari, o comunque per chi intende avviare una carriera di questo tipo.
La vendita di un immobile è un’operazione economicamente molto importante, di conseguenza anche riuscendo a concludere un numero di vendite non particolarmente elevato il funzionario commerciale ha modo di sviluppare dei guadagni importanti.
Il fatto che questo settore, come detto, sia florido e molto variegato, consente al funzionario di poter accrescere la sua carriera non solo nell’ambito della medesima azienda.

Funzionari assicurativi e finanziari

I settori delle assicurazioni e della finanza sono altrettanto interessanti per i funzionari commerciali, e le realtà operanti in tale ambito hanno un forte bisogno di professionisti di questo tipo.
L’odierno mercato assicurativo è davvero molto variegato, basti pensare ad esempio alle assicurazioni sulla vita, a quelle sulla casa, a quelle riguardanti i viaggi o gli animali domestici, dunque oggi questo settore sa realmente offrire opportunità allettanti.
Anche il mondo della finanza si è sviluppato in modo importante negli ultimi tempi: parallelamente ai prodotti tradizionali, come ad esempio mutui e prestiti, oggi gli istituti di credito sono interessati a vendere molti prodotti di investimento, da quelli di natura azionaria ai conti deposito.

I settori cui abbiamo fatto riferimento sono senz’altro tra i più importanti, ma non sono affatto gli unici.
Potenzialmente qualsiasi azienda può trarre giovamento usufruendo dei servizi di un funzionario commerciale, dal momento che la vendita è il fine principale di qualsiasi attività economica.

 

Quale percorso formativo bisogna seguire per lavorare in una web agency?

novembre 29, 2016 by · Commenti disabilitati su Quale percorso formativo bisogna seguire per lavorare in una web agency?
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Dare consigli sul percorso formativo da seguire per operare all’interno di una web agency è realmente complesso. Una complessità non data dall’oggetto, bensì dalla molteplicità di figure professionali che si alternano in tale settore.
Per questo articolo abbiamo posto il quesito ad una nota web agency a Roma, la Tun2u.

Sicurezza delle reti

Internet offre possibilità ineguagliabili rispetto ad altri ambienti operativi, tuttavia a fronte di tanti vantaggi si contrappongono altrettanti pericoli.
Difendere server, host ed end-point è una delle principali prerogative per chi opera sul web. L’architettura IT per la difesa informatica è devoluta al CERT (Computer Emergency Response Team). Un team che si restringe al Cyber expert che in base agli interessi da difendere struttura le idonee strategie difensive in termini di protocolli di crittografia, anti-virus, disciplina della rete, sicurezza dei pagamenti, difesa fisica dei server e DLP. Un esperto cyber, e ne esistono pochi in Italia, è solitamente un ingegnere informatico o ancor meglio un ex-nerd che ha speso un’esistenza sui codici binari.
Diventare un esperto di sicurezza significa abbracciare una filosofia di vita e trascorrere la gran parte della propria vita nel mondo virtuale dell’informatica avanzata.

Analista dei dati

Gli analisti sono persone normali in grado di realizzare soluzioni eccezionali. La prerogativa di questi uomini (e donne) è la capacità di analizzare, una grande varietà di dati, al fine di approssimare la realtà futura. L’elaborazione di tali previsioni costituisce il fondamento di qualsiasi strategia aziendale. Non esiste un percorso standard, come altre figure, per divenire analista. Come esempio riportiamo uno stravagante programma dei servizi di sicurezza statunitensi degli anni sessanta.
In pratica gli USA concentrarono 1500 laureati per la realizzazione di previsioni di scenari mondiali in piena guerra fredda. I professionisti raccolti furono: sociologi, storici, matematici, medici, fisici, chimici, interpreti (lingue) perfino teologi.
Insomma questo esempio ci fa comprendere che l’analista opera ad ampio spettro e non ha un binario formativo standard, bensì variegato e idoneo per specifiche esigenze.

Web master e blogger

Una delle principali figure si sostanzia in soggetti in grado di elaborare messaggi verbali e non verbali finalizzati al raggiungimento di specifici effetti sul mercato dei beni e dei servizi. Parliamo dei web master e dei blogger.
I primi ordinano grafica e struttura dei siti al fine di confezionare, in modo non verbale, specifici messaggi in grado di suggerire determinati comportamenti.
I blogger sono i cavalieri del messaggio scritto, ossia verbale. I blogger cavalcano la società suggerendo idee e comportamenti in grado di favorire particolari scopi.

Operare in una web agency significa possedere capacità che vanno ben oltre una qualifica professionale. I migliori sono coloro che coltivando le proprie passioni e curiosità sviluppano particolari capacità che fanno gola a chi opera in un particolare progetto imprenditoriale sul web.
In definitiva siate voi stessi ed in bocca al lupo

Documento di valutazione dei rischi: un vantaggio per la tua azienda

settembre 27, 2016 by · Commenti disabilitati su Documento di valutazione dei rischi: un vantaggio per la tua azienda
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La produzione del Documento di Valutazione dei Rischi è uno degli obblighi a carico dell’azienda, ma è anche un vantaggio per l’impresa. Ecco perché.

 

Il Documento di Valutazione dei Rischi, spesso definito semplicemente come DVR, è un documento che deve essere necessariamente prodotto da imprese operanti nei settori più disparati, sulla base di quanto stabilito dall’art. 17 D.Lgs. 81/08.

La Sicurezza sul Lavoro, in Italia, è un settore giuridicamente piuttosto vasto: al fine di scongiurare il rischio di incidenti sul lavoro, e ovviamente anche per tutelare i consumatori e qualsiasi altra persona che può essere coinvolta più o meno direttamente nei processi aziendali, sono stati istituiti diversi obblighi, tra cui vi è appunto la produzione del Documento di Valutazione dei Rischi.

 

Il Documento di Valutazione dei Rischi è un elaborato in cui l’azienda specifica quali sono le potenziali criticità più rilevanti che possono riguardare i propri processi produttivi, e ovviamente allo stesso tempo vengono esposte le adeguate contromisure finalizzate all’eventualità che non si verifichi alcun tipo di problema.

Il documento in questione, dunque, non è un qualcosa di standardizzato, al contrario si tratta di un elaborato unico che riguarda il modo specifico e peculiare la singola attività; anche nell’ambito del medesimo settore operativo, dunque, i DVR possono risultare profondamente diversi l’uno dall’altro.

La legge stabilisce che la produzione del Documento di Valutazione dei Rischi è obbligatoria per tutte le imprese composte da uno o più soci, o comunque per tutte quelle aziende che hanno dei lavoratori dipendenti contrattualizzati tramite qualsiasi tipologia di inquadramento.

La necessità di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi riguarda dunque imprese interessate da qualsiasi livello di rischio, allo stesso tempo non viene fatta distinzione alcuna tra imprese private e pubbliche.

Nel momento in cui un’azienda viene fondata ed avviata, i relativi titolari hanno 3 mesi di tempo per produrre il DVR; nel caso in cui, in occasione di un controllo da parte dell’ASL, un’azienda dovesse risultare sprovvista di questa documentazione, la stessa andrebbe certamente incontro a delle sanzioni.

Il fatto che la produzione del Documento di Valutazione dei Rischi sia obbligatorio rende assolutamente fondamentale quest’operazione per le imprese, allo stesso tempo tuttavia realizzare questo documento costituisce un vantaggio per i titolari dell’impresa.

Realizzando un Documento di Valutazione dei Rischi, infatti, un imprenditore ha modo di sviluppare un quadro estremamente nitido circa le potenziali criticità che possono riguardare la sua azienda e i suoi processi produttivi, allo stesso tempo si ha occasione di fare il punto sulle più corrette contromisure da intraprendere nelle fasi più critiche, o comunque nel caso in cui dovesse manifestarsi una qualche problematica.

 

Obiettivamente può non essere semplice redigere un Documento di Valutazione dei Rischi, trattandosi di un elaborato molto tecnico e che va realizzato “su misura” per ogni singola impresa, tuttavia questo non rappresenta un problema: gli imprenditori chiamati a compiere tale operazione per la propria attività, infatti, possono tranquillamente avvalersi della consulenza di professionisti esterni specializzati.

Sono diversi i punti principali su cui si articola il Documento di Valutazione dei Rischi, a cominciare dai dati relativi all’azienda e dalla generale descrizione del ciclo produttivo, degli ambienti di lavoro, dell’organigramma, degli impianti e delle sostanze impiegate per i processi produttivi.

Punti particolarmente importanti del DVR, i quali possono essere considerati il vero “fulcro” del documento, sono quelli in cui l’azienda evidenzia le principali criticità che possono riguardare i suoi processi di produzione, e in cui vengono specificate delle contromisure mirate per scongiurare rischi di rilievo.

A completare il Documento di Valutazione dei Rischi vi sono inoltre le misure di prevenzione e protezione, i vari programmi di formazione e informazione dei lavoratori, i piani di revisione periodica del documento, il metodo di coinvolgimento delle varie figure aziendali, ovvero ad esempio del responsabile S.P.P., del medico competente, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Affinché il documento sia completo, inoltre, devono essere presenti alcuni allegati, come ad esempio quelli relativi a indagini ambientali, oppure schede tecniche relative ai macchinari adoperati.

Nel caso in cui i titolari dell’azienda si siano affidati a dei professionisti esterni per la produzione del documento, inoltre, gli stessi devono essere menzionati nei relativi contenuti.

Formazione e Lavoro: “Una formazione per la crescita economica e l’occupazione giovanile”

febbraio 27, 2013 by · Commenti disabilitati su Formazione e Lavoro: “Una formazione per la crescita economica e l’occupazione giovanile”
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L’Italia non può crescere senza il contributo dei giovani. Per questo motivo, se si vuole favorire la crescita economica e l’occupazione giovanile, la formazione deve essere al centro delle politiche del paese. Scuola, università, formazione e lavoro devono diventare centrali nel dibattito pubblico e uscire dalla scarsa considerazione in cui sono state tenute anche nel corso di questa campagna elettorale. Indicare soluzioni praticabili e condivise è un primo passo essenziale. Nei paesi più avanzati, inoltre, non c’è innovazione senza consenso sociale. Questa è la motivazione che ha spinto Confindustria, CGIL, CISL e UIL a sottoscrivere un documento d’intenti sulla formazione, i giovani e la crescita.Con la firma del documento d’intenti “Una formazione per la crescita economica e l’occupazione giovanile”, Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno individuato indirizzi comuni per sostenere l’innovazione nei campi dell’orientamento, dell’istruzione tecnica e professionale, della professione insegnante, dei poli tecnico professionali e degli ITS, dell’apprendistato e dei Fondi Interprofessionali.


Favorire la crescita delle competenze dei giovani, potenziare la capacità del sistema produttivo di impiegare giovani qualificati, ridurre il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro, far crescere i giovani che fanno stage, apprendistato e dottorati nelle imprese: formazione e lavoro, questi sono i temi al centro dell’attenzione di imprese e sindacati. In Italia solo il 2% degli apprendisti frequenta la scuola; 3/4 degli attuali dottori di ricerca non potranno essere assorbiti nelle carriere accademiche; solo l’1,2% dei giovani frequenta corsi di Istruzione Tecnica Superiore (ITS). Sono numeri che ci allontanano dall’Europa. Per crescere sul piano economico e per sviluppare politiche che contengano la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile occorre voltare pagina.

Non bastano le riforme. È necessario un cambiamento culturale che rimetta il lavoro e l’impresa al centro del sistema educativo e la formazione tra le politiche di crescita economica e di sviluppo del territorio. Ponendo un particolare accento sulle ricadute in termini di occupazione giovanile, con la firma di questo documento d’intenti, Confindustria – CGIL, CISL e UIL ritengono strategico lo sviluppo sul territorio di reti tra scuola, università e impresa per il miglioramento della ricerca industriale e delle competenze spendibili sul mercato del lavoro.

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