L’importanza della certificazione TOEFL per studiare all’estero

Harvard o Yale? Sognare di iscriversi a una delle più prestigiose università americane è lecito, ma perché il desiderio si trasformi in realtà occorre informarsi su aspetti molto importanti e determinanti come burocrazia e costi.

I prezzi delle università americane, infatti, sono spesso molto elevati e possono scoraggiare sin da subito i futuri studenti; la retta di alcuni atenei si aggira intorno ai 70.000 dollari all’anno, una cifra che nemmeno un cambio favorevole potrebbe far apparire abbordabile.

Altri istituti invece, come il CUNY di New York, sono decisamente più accessibili, con rette di circa 9.000 dollari. Il CUNYCity University of New York, è il sistema di università pubbliche della Grande Mela che racchiude in sé 7 community colleges, 11 senior colleges, 5 istituti professionali e di istruzione magistrale e il Macaulay Honors College; accedere a una di queste strutture non è impossibile, occorre solo munirsi di pazienza e di tutti i documenti necessari per effettuare la domanda di iscrizione.

Oltre a un permesso di soggiorno dedicato, la conoscenza della lingua inglese negli USA è una conditio sine qua non per accedere all’università. Meglio quindi effettuare un corso di preparazione al TOEFL e ottenere la certificazione in Italia, così da aver già con sé uno dei documenti più importanti, la chiave di accesso alla vostra formazione universitaria all’estero.

Wall Street English è una delle strutture più competenti nell’ambito della certificazione TOEFL. I corsi di preparazione all’esame puntano a migliorare i principali aspetti su cui verte l’esame finale, ovvero lettura, ascolto, conversazione e scrittura, e sono tenuti da insegnanti rigorosamente madrelingua.

La personalizzazione del metodo di studio e la massima disponibilità ad incontrare le esigenze dello studente vi permetteranno di essere pronti ad affrontare al meglio una serie di prove (per una durata totale di 3 ore) dove la conoscenza dell’inglese viene messa a dura prova. Stati Uniti, ma anche Canada, Australia e Gran Bretagna vogliono assicurarsi che i propri allievi stranieri siano in grado di affrontare il percorso universitario senza alcuna difficoltà: come dar loro torto?